L’agonismo aiuta?
Domenica 7/03 ho accompagnato 12 dei miei atleti a partecipare ad una prova del circuito regionale boulder (una specialità dell’arrampicata sportiva) tenutasi a Milano. Per 10 di questi 12 atleti era la prima volta in una gara di questo livello, quindi un’esperienza quasi del tutto nuova, dove hanno potuto conoscere nuovi amici e confrontarsi con pareti e problemi a cui ancora non erano abituati. Una delle basi dello stile di insegnamento mio e della società sportiva in cui lavoro è che in primis bisogna imparare lo spirito dell’arrampicata, della montagna e della natura, imparare a stare assieme; inoltre, che le gare non sono altro che un’opportunità per divertirsi, conoscere nuove cose e persone e crescere valutando i propri punti deboli. Ecco perchè non ho portato tutti gli atleti alla gara, oltre ad un discorso di ‘livello’ (ho portato solo chi si era classificato sul podio nel circuito provinciale varesino) anche per un discorso di ‘maturità’ nei confronti di una competizione di questo peso. Forse è per questo che nonostante solo due atlete sono arrivate sul podio (anna, già campionessa italiana 2009, e Ilaria, sua prima gara regionale) mentre gli altri si sono classificati nelle rispettive categorie nella seconda metà della classifica, tutti si sono divertiti e sono anzi tornati a casa con una motivazione ancora maggiore nel voler crescere e migliorare divertendosi coi loro compagni.
Questo è secondo me l’agonismo positivo, quello che aiuta a crescere, quello che fa capire l’importanza dello stare assieme e del lavorare assieme, l’agonismo che fa diventare grandi. Personalmente sono contrario ai genitori o società sportive che fanno dell’agonismo, della vittoria in gara, il primo obiettivo da raggiungere a tutti i costi, altrimenti si è out, si è perdenti. Lo sport deve essere, secondo me, metafora di vita e percorso di crescita. E prima di voler arrivare primi a tutti i costi, ci sono da mettere in campo altri valori fondamentali per una crescita sana ed etica.
Di una cosa sono contento, che nell’arrampicata questi valori li ho sempre visti presenti. Altri sport invece, purtroppo, ne sono parecchio carenti…