Alberto Ranzato

vivi con Passione!

i problemi dei disabili

Fabrizio CozziIeri sera, 10 febbraio, ci sarebbe dovuto essere un’altro meetup tradate, tuttavia le persone che avrebbero dovuto venire non sono venute (per la legge di murphy, se una cosa può andare male, stai stranquillo, lo farà) per loro diversi problemi. Fatto sta ci siamo ritrovati solo io, la mia collaboratrice Giulia e Fabrizio Cozzi, relatore che avevo invitato, in carrozzina da 26 anni dopo un incidente in montagna avuto 26 anni fa ha partecipato come secondo portiere della nazionale italiana di Sledge Hokey alle paraolimpiadi di Torino nel 2006.

Così la serata è stata trasferita in un pub in un paese vicino dove abbiamo colto l’occasione per conoscerci meglio. Ed è stato veramente molto bello e interessante. Già ammiravo Fabrizio per la forza che aveva avuto 26 anni fa, all’epoca aveva circa 17 anni, quando ha accolto a testa alta la sfida della disabilità e che l’ha portato poi a partecipare alle olimpiadi; ma ieri sera ho avuto modo di conoscere altri aspetti della sua personalità. Dalla sua voglia di vivere e di non arrendersi davanti alle difficoltà. Al non voler dipendere da nessuno, anche se non può fare uso del corpo dal tronco in giù vive da solo, va in macchina da solo, va in vacanza in autonomia… Continua a dire che semplicemente ha capito subito a 17 anni che le ruote sarebbero state le sue nuove gambe e così è stato. Continua a fare le cose di una persona normale. Seppure incontra diverse difficoltà: ci ha raccontato specie delle sue avventure negli hotel quando va in vacanza, dalle docce per disabili che però hanno il gradino e quindi con la carrozzina non può entrare, ad altri bagni costruiti apposta ma che hanno i maniglioni troppo lontani dai servizi igienici e quindi non può usufruirne… insomma, tante piccole cose che però nel complesso ti danno parecchie difficoltà.

Già Fabrizio andava in alcune scuole a raccontare la sua storia per sensibilizzare i ragazzi verso questi problemi dei disabili e per far capire come una piccola cosa come una disattenzione ad un piede in montagna può avere degli effetti che ti cambiano radicalmente la vita. Mi sono preso l’impegno di creare un incontro con gli studenti della mia vecchia scuola superiore, credo che un’esperienza come la sua possa essere utile per tantissimi ragazzi.

Se qualcun altro è interessato a promuovere l’argomento mi contatti pure ;-)

2 Responses to “i problemi dei disabili”


  1. Alice

    ciao,ho letto “l’articolo” e volevo fare alcune precisazioni.
    io lavoro con i disabili sia psichici che motori e ti posso garantire che tutti loro sono delle persone normali.
    siamo noi che molto spesso non li guardiamo con gli occhi della anormalità e questo è sbagliato.
    ormai sono quasi 2 anni che lavoro con queste persone e ti posso assicurare che ogni giorno passato insieme a loro
    a un valore superiore a qualsiasi altra giornata.
    certo le difficoltà materiali e organizative che loro incontrano ogni giorno sono ingiuste e i comuni insieme agli enti privati dovrebbero intervenire in modo positivo ed onesto,ma ancora più scorretto è giudicare queste persone a priori senza mai averli conosciuti veramente.
    Questa è solo la mia modesta opinione.
    ciao
    Alice

  2. Ciao Alice, grazie per aver commentato il post. Quello che hai scritto corrisponde con quello che mi dice anche Daniela Colonna Preti, la presidente della Phola Varese, società sportiva per disabili, che si è talmente innamorata a loro, come mi pare abbia fatto anche tu ;-) , tanto da dedicare la sua vita al volontariato per promuovere lo sport dei disabili. Effettivamente anche io non avevo grande coscienza di questi problemi, certo la televisione fa vedere delle cose, ma non è come conoscere qualcuno ed entrare in empatia con lui e le sue ‘difficoltà’.
    La tua opinione è molto apprezzata,
    grazie, ciao!
    Alberto

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